Durante le indagini ambientali ed i campionamenti, si vede spesso il geologo setacciare i terreni.
Perchè ?
La norma tecnica di riferimento italiana ( D.Lgs. 152/2006 ed anche DPR 120/17)prevede poi la separazione in campo della frazione superiore a 2 cm, tramite setacciatura.

Ciò viene fatto perchè si ritiene che i materiali grossolani (cioè superiori a 2 cm di diametro), benchè “sporchi”, lo siano solo superficialmente, per cui non contribuiscono a dare la contaminazione del terreno, che al contrario si concentra nei materiali fini (soprattutto inferiori ai 2 mm).
Questo tipo di setacciatura, però, NON VIENE FATTO se si devono campionare terreni contaminati da composti volatili, in quanto il semplice agitare il terreno disperderebbe le sostanze volatili, falsando il campionamento.
Lo stesso dicasi per il campionamento di rifiuti non terrosi (macerie, asfalto, ecc.) oppure di terreni di riporto per l’effettuazione del Test di Cessione. Anche qui NON si fa la setacciatura.
I migliori riferimenti per il campionamento di terreni e rifiuti sono le norme UNI 10802:2023 e le varie Linee Guida, elaborate da APAT/ISPRA.
L’importante è sempre affidarsi a campionatori esperti, come quelli di Foldtani.
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